In questa pagina parliamo di polistirene, un materiale usato per il cappotto termico. Scopriamo cos’è, come si produce, quali sono i pro e i contro dello scegliere questo materiale, le sue caratteristiche in termini di conducibilità termica e quali sono i costi. Vediamo anche come funziona la messa in posa e quali sono le alternative più sostenibili al polistirene.

Che cos’è il polistirene?

Ma andiamo con ordine: cos’è il polistirene? Il polistirene è un materiale plastico appartenente alla famiglia dei polimeri. È comunemente conosciuto anche come polistirolo ed è ampiamente utilizzato in edilizia per le sue proprietà isolanti. In particolare, viene impiegato nella realizzazione di cappotti termici — sia interni che esterni — per migliorare l’efficienza energetica degli edifici.

Il polistirene esiste in due forme principali, entrambe usate come isolanti termici:

  • EPS (Polistirene Espanso Sinterizzato): leggero, bianco, formato da tante piccole perle saldate tra loro.
  • XPS (Polistirene Espanso Estruso): più compatto, colorato (spesso azzurro o rosa), più resistente all’acqua e alla compressione.

Come si produce il polistirene?

Il polistirene è prodotto dalla polimerizzazione dello stirene, un composto derivato dal petrolio. Nel caso dell’EPS, lo stirene viene espanso con l’uso di gas (come il pentano), creando una struttura leggera e porosa. L’XPS, invece, è ottenuto attraverso un processo di estrusione, che lo rende più denso e omogeneo.

Entrambi i materiali vengono poi tagliati in pannelli di vari spessori, pronti per essere applicati nelle costruzioni.

Proprietà e conduttività termica del polistirene

Il polistirene è un ottimo isolante termico grazie alla presenza di milioni di microbolle d’aria al suo interno. L’aria è un cattivo conduttore di calore, e questo rende il polistirene molto efficace nel limitare le dispersioni termiche.

  • Conduttività termica (λ):
    • EPS: circa 0,035 – 0,040 W/m·K
    • XPS: circa 0,030 – 0,035 W/m·K

Più basso è il valore λ, migliore è la capacità isolante. L’XPS, quindi, è leggermente più performante in termini di isolamento termico rispetto all’EPS.

Cappotto termico con polistirene: interno o esterno?

Il polistirene viene utilizzato sia per realizzare cappotti termici esterni che interni, ma ciascuna soluzione presenta vantaggi e svantaggi che è importante valutare in base alle caratteristiche dell’edificio.

Il cappotto esterno è, in genere, la soluzione più efficace per migliorare l’isolamento termico globale. Rivestendo l’intero edificio dall’esterno, infatti, permette di ridurre in modo significativo le dispersioni di calore e di proteggere le strutture murarie dagli sbalzi di temperatura. Questo contribuisce non solo a un maggiore risparmio energetico, ma anche a una più lunga durata dei materiali da costruzione. Inoltre, grazie alla copertura uniforme, il cappotto esterno consente di eliminare quasi completamente i cosiddetti ponti termici, cioè quei punti della struttura dove il calore tende a passare più facilmente, causando perdite energetiche e possibili problemi di condensa.

Tuttavia, realizzare un cappotto esterno può non essere sempre semplice o possibile. In edifici storici o vincolati, per esempio, le normative possono vietare modifiche alla facciata. Anche in presenza di balconi, sporgenze o decorazioni architettoniche, l’intervento può diventare complesso e costoso. È inoltre un lavoro che, in genere, richiede l’intervento di personale specializzato e l’uso di ponteggi, fattori che aumentano il costo complessivo.

Il cappotto interno, invece, rappresenta spesso una soluzione più accessibile e meno invasiva, soprattutto nei condomini dove non si può intervenire sull’intero involucro esterno. È più semplice da installare in singole unità abitative, ha un costo inferiore e non modifica l’aspetto esteriore dell’edificio. Tuttavia, ha anche alcuni limiti. Innanzitutto, comporta una riduzione dello spazio abitabile, perché i pannelli isolanti vengono applicati all’interno delle stanze. Inoltre, se non è progettato correttamente, può favorire la formazione di condensa tra parete e pannello, con il rischio di umidità e muffe. A differenza del cappotto esterno, non è in grado di eliminare completamente i ponti termici, soprattutto in punti critici come angoli, pilastri o giunzioni tra muri e soffitti.

È adatto a case umide?

Il polistirene, soprattutto nella versione XPS, ha una buona resistenza all’umidità e non assorbe acqua facilmente. Tuttavia, non è traspirante, cioè non lascia passare il vapore acqueo. Questo può causare problemi di condensa se il sistema non è progettato correttamente.

In case già umide, non è consigliato installare un cappotto interno in polistirene senza una valutazione tecnica accurata e senza un adeguato sistema di ventilazione o barriera al vapore. Per situazioni di umidità persistente è spesso meglio utilizzare materiali naturali e traspiranti, come la calce o il sughero.

È adatto alla coibentazione del pavimento?

Sì, il polistirene, soprattutto XPS, è ampiamente utilizzato per l’isolamento dei pavimenti, anche sotto il massetto. Le sue buone proprietà meccaniche (resistenza alla compressione) lo rendono adatto anche per pavimenti su cui si cammina o si caricano mobili.

È particolarmente indicato:

  • nei pavimenti freddi, per migliorare il comfort termico,
  • nei casi in cui si vuole interrompere la trasmissione del freddo dal solaio o dal terreno.

Costo e difficoltà di posa

  • EPS: 15 – 25 €/m² (materiale + posa base)
  • XPS: 20 – 35 €/m² (materiale + posa base)

La posa richiede attenzione, soprattutto per evitare ponti termici, fessure e problemi di adesione. I pannelli devono essere ben accostati, fissati con collanti idonei e tasselli, e coperti con una rete in fibra e uno strato di rasatura.

Nel caso del cappotto esterno, serve personale specializzato: errori nella posa possono compromettere l’intero sistema.

Sostenibilità ambientale del polistirene

Il polistirene è un materiale di origine petrolchimica, quindi non rinnovabile. Inoltre:

  • è difficile da smaltire: non è biodegradabile e, se bruciato in modo scorretto, rilascia sostanze tossiche.
  • Il processo produttivo ha un impatto ambientale significativo, sia in termini di emissioni che di consumo energetico.
  • Tuttavia, essendo molto duraturo e migliorando l’efficienza energetica degli edifici, può compensare in parte il suo impatto iniziale durante il ciclo di vita.

Alcuni produttori offrono oggi EPS riciclato o con minore impatto ambientale, ma il materiale resta comunque meno sostenibile rispetto ad alternative naturali.

Quali sono le alternative più sostenibili?

Per chi cerca materiali più ecologici, esistono diverse alternative naturali al polistirene:

  • Sughero: traspirante, naturale, ottimo isolante termico e acustico. Adatto anche a contesti umidi.
  • Fibra di legno: eccellente isolamento, buona traspirabilità, rinnovabile.
  • Lana di roccia o lana di vetro: minerali, non naturali ma riciclabili e con buona resistenza al fuoco.
  • Canapa, cellulosa, calce canapa: biodegradabili, traspiranti, ideali per case ecologiche.

 

AspettoPolistirene (EPS/XPS)
Isolamento termicoMolto buono
Isolamento acusticoScarso
Resistenza all’umiditàBuona (XPS) / media (EPS)
TraspirabilitàNulla
Difficoltà di posaMedia/Alta
CostoMedio-Basso
SostenibilitàBassa
Adatto a cappotto esterno
Adatto a cappotto internoSì, ma con attenzione ai rischi di condensa
Adatto a pavimentiSì (soprattutto XPS)