Il mesotelioma è un tumore maligno molto aggressivo correlato all’esposizione ad amianto. Ha infatti un’unica causa, tanto che può essere utilizzato come marcatore per analizzare la presenza e l’esposizione all’amianto. Le aspettative di vita per chi contrae un mesotelioma sono ancora molto basse. La malattia ha tempi di latenza molto lunghi, ma una volta contratta porta solitamente alla morte molto velocemente. Le possibilità di sopravvivenza aumentano in maniera direttamente proporzionale a quanto la diagnosi è precoce.

In questa guida scopriamo cos’è il mesotelioma, quali organi colpisce a seconda della tipologia e quali sono le cure al momento disponibili. Approfondiamo l’importanza della prevenzione primaria, ovvero la necessità di evitare le esposizioni per azzerare il rischio di ammalarsi. La prevenzione secondaria è altresì importante, perché permette di tenere monitorata la salute di coloro che sono stati esposti permettendo una diagnosi precoce della malattia.

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto e il suo Presidente l’Avv. Ezio Bonanni, con cui il Gruppo Colombo Immobiliare collabora, è da sempre in prima linea nella lotta all’amianto in Italia. Attraverso la consulenza tecnica gestita da Colombo è possibile valutare il rischio amianto nei condomini e negli immobili privati, scongiurando il rischio di ammalarsi.

Mesotelioma: cos’è?

Il mesotelioma è un cancro che colpisce le sierose che avvolgono gli organi interni  del corpo umano. Come già detto, a differenza di altri tipi di tumori, il mesotelioma ha un’unica causa. Esistono diversi tipi di mesotelioma, classificati in base alla sierosa colpita e tutti sono sempre causati dall’esposizione all’amianto.

Non vi è una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla, e, quindi, anche limitate esposizioni possono portare all’insorgenza del mesotelioma, una neoplasia monofattoriale e dose dipendente. Ciò è confermato nell’ultima monografia IARC.

Quindi, l’unico strumento di effettiva ed efficace tutela, è quello di evitare ogni forma di esposizione (prevenzione primaria). Per tali motivi, l’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni sollecitano e promuovono la bonifica dei luoghi di vita e di lavoro. Come denunciato ne Libro bianco delle morti di amianto in Italia – Ed. 2022, in Italia ci sono almeno, 40mln di tonnellate di amianto e materiali contenenti amianto. La legge del 1992 (L. 257/1992 ) che ha messo al bando l’amianto non ha infatti resa obbligatoria la bonifica. Questo unito ad altri fattori ha causato un proseguimento delle esposizioni, che continuano tuttora.

Mesotelioma: tipologie

I tumori del mesotelio hanno origine, solo ed esclusivamente, dall’esposizione ai minerali di amianto, che hanno capacità cancerogene. Con questo termine si indica un gruppo di minerali fibrosi (che hanno la capacità di suddividersi in fibre longitudinali sottilissime e che possono essere facilmente inalate), che provocano prima infiammazione e poi cancro, secondo precisi meccanismi della cancerogenesi.

Le fibre di amianto raggiungono prima di tutto i polmoni e poi per contiguità la pleura. Con minor tempo di latenza provocano asbestosi e placche pleuriche ed ispessimenti pleurici. Successivamente, da questo processo infiammatorio può originare il tumore del polmone o della pleura. Le stesse fibre attraverso il flusso sanguigno e linfatico giungono al peritoneo (mesotelioma peritoneale) che è la membrana che avvolge lo stomaco, e al pericardio che avvolge il cuore, e alla tunica vaginale del testicolo.

Alla fase infiammatoria, che costituisce il “terreno fertile” per l’angiogenesi e il maggior apporto di ossigeno e zucchero (meno che in altri tumori), e allo stesso tempo per effetto della reazione chimica di superfice dei minerali, delle lesioni meccaniche del DNA cellulare, di ulteriori aberrazioni provocate in sede di metilazione e di ulteriore proliferazione cellulare si induce il mesotelioma.

Qui trovate tutte le info sul sito ufficiale della OMS sulla pericolosità dell’amianto e sulla sua comprovata capacità di causare il mesotelioma da amianto. L’unica forma di prevenzione mesotelioma efficace è evitare ogni esposizione.

I tumori del mesotelio, a seconda del tipo istologico, si distinguono in mesotelioma:

  • sarcomatoide;
  • fibroso;
  • epitelioide;
  • epiteliomorfo (mesotelioma pleurico epitelioide);
  • benigno 

Mesotelioma pleurico, peritoneale, pericardico e testicolare

In base alla localizzazione dei mesoteliomi maligni possono essere distinte le diverse neoplasie mesoteliali in:

  • mesotelioma pleurico: tumore della pleura, membrana che avvolge i polmoni (per approfondimenti consulta il sito web sul mesotelioma pleurico);
  • peritoneale: tumore della membrana che avvolge il peritoneo;
  • pericardico: tumore della membrana che avvolge il cuore;
  • della tunica vaginale: tumore della membrana che riveste i testicoli nell’uomo.

Il mesotelioma della pleura è la tipologia  più diffusa, con il 93% dei casi. Poi ci sono i mesoteliomi peritoneali, pari al 5% del totale, e poi con circa l’1% il mesotelioma pericardico e il mesotelioma della tunica vaginale del testicolo.

Mesotelioma per esposizione ad amianto: siti contaminati

Nel corso del 2020, e anche del 2021, il numero dei casi di mesotelioma è in continuo aumento, proprio in seguito al ritardo della bonifica amianto.

Infatti, con la Legge 257/92, avente ad oggetto “Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”, è stato introdotto il divieto di estrazione, lavorazione e produzione di amianto, senza però precisi obblighi di bonifica. In questo modo, ancora ad oggi ci sono le condizioni di rischio. La fibra killer continua ad essere presente in 2.292 scuole e più di 250 ospedali.

Poiché il mesotelioma può insorgere anche con basse dosi di amianto e nessuna fibra è innocua, l’unico strumento di tutela è quello di evitare le esposizioni. In buona sostanza, solo con la prevenzione primaria si vince contro il mesotelioma.

Quindi, occorre accelerare con le bonifiche, sia con la rimozione, l’incapsulamento e il confinamento. Solo recentemente, grazie all’ex Ministro dell’Ambiente, Gen. Sergio Costa, sono stati stanziati nel 2020, 385.000.000 di euro per progettare la bonifica dall’amianto nelle scuole e negli edifici pubblici. Si tratta di una prima iniziativa che tuttavia non è sufficiente.

Mesotelioma: mappatura dei siti e categorie a rischio

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto ha tracciato con l’APP amianto ONA, la mappatura dei siti contaminati da minerali di asbesto:

  • 20.296 industrie
  • 50.744 edifici pubblici
  • 214.469 edifici privati
  • 65.593 coperture in cemento amianto
  • 18.945 altri siti contaminati

Tra le categorie lavorative considerate più a rischio ci sono gli operai delle piastre metalliche, i costruttori di veicoli e di navi, gli idraulici, gli installatori di impianti a gas, gli elettricisti e gli operai del settore edile. Sono considerate a rischio anche le persone che vivono a stretto contatto con i lavoratori esposti.

La più alta incidenza di mesotelioma spetta ai lavoratori del settore edile dove l’amianto, specialmente Eternit, è stato usato in centinaia di applicazioni.

A rischio anche i lavoratori delle Ferrovie dello Stato, del trasporto marittimo, e delle Forze Armate (in particolare per le unità navali della Marina Militare Italiana). La punta dell’iceberg è stata registrata tra coloro che sono stati imbarcati nella nave Vittorio Veneto (VII Rapporto RENAM, e relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati del 07.02.2018).

Sui Quaderni del Ministero della Salute trovate tutte le info sullo stato dei lavori in Italia nel contrasto delle malattie amianto correlate.

Sintomi del mesotelioma: quali sono?

I sintomi del mesotelioma variano a seconda del tipo di mesotelioma. Ciò vale anche per mesotelioma sintomi iniziali.

Il mesotelioma polmonare provoca versamento pleurico, tosse, dolore toracico, gonfiore del collo e del viso, perdita di peso e astenia, mentre il mesotelioma peritoneale provoca perdita di peso, cachessia, gonfiore e dolore addominale, anemia e febbre.

I sintomi del mesotelioma peritoneale non sono specifici e comprendono: perdita di peso, cachessia, gonfiore e dolore addominale a causa dell’ ascite, ostruzione intestinale, anomalie della coagulazione del sangue, anemia e febbre.

Il mesotelioma del pericardio ha tra i sintomi iniziali astenia, tosse, tachicardia, perdita di peso, ascite, sudorazione, tromboflebia, hypercoagulability, febbre dell’origine sconosciuta, ostruzione intestinale e lesioni infiammatorie acute.

Quello della tunica vaginale del testicolo comporta tumefazione testicolare non dolente o dolente, dolore testicolare, infiammazione al testicolo, grumi nei testicoli, ginecomastia, testicoli diversi tra loro.

I sintomi del mesotelioma pleurico possono includere dolore nella parte bassa della schiena o a un lato del torace, fiato corto, tosse, febbre, stanchezza, perdita di peso, difficoltà a deglutire e debolezza muscolare.

Mesotelioma: la diagnosi

La diagnosi di mesotelioma è possibile attraverso una serie di esami. Tutti coloro che sono stati esposti ad amianto sono a rischio mesotelioma. In questi casi è consigliata la sorveglianza sanitaria, con l’esecuzione di tutti gli esami per la diagnosi di mesotelioma. Qui di seguito li trovate tutti:

  • Radiografia del torace: utile per l’individuazione di ispessimento pleurico e placche pleuriche;
  • Tomografia del torace (TC): è l’esame diagnostico più efficace per la diagnosi mesotelioma insieme alla PET. La TAC spirale è più veloce ed efficace e con meno radiazioni.
  • PET: identifica le cellule neoplastiche attraverso il loro più alto metabolismo glucidico. La TAC PET è quindi lo strumento più efficace perché permette di eseguire entrambi gli esami.
  • Risonanza magnetica: permette di ottenere immagini dettagliate dei tessuti molli del corpo, come la TC, ma senza utilizzare raggi X. Per il mesotelioma è utile perché per verificare lo stato di avanzamento della neoplasia sul diaframma (al di sotto dei polmoni).
  • Biopsia: permette la diagnosi definitiva di mesotelioma identificando il tipo istologico.
  • Toracentesi: esame del liquido presente nel torace per l’identificazione delle cellule mesoteliali.
  • Pericardiocentesi: esame del liquido del pericardio, per verificare se ci siano cellule di mesotelioma.
  • Esame immunoistochimico: verifica le proteine presenti nella superficie della cellula, o genetiche, capaci di individuare l’espressione genica tipica del mesotelioma.
  • Esami del sangue: per misurare i livelli di osteopontina e SMRP, molecole presenti in dosi più elevate in caso di neoplasia del mesotelio.

Il Consensus di Helsinki fornisce le linee guida condivise per la diagnosi e per la sorveglianza degli esposti.

Mesotelioma: aspettative di vita?

La sopravvivenza in caso di mesotelioma è pari a 9,8 mesi per mesotelioma pleurico sopravvivenza e a 5,6 mesi per il mesotelioma del peritoneo. Con mesotelioma sopravvivenza a 5 anni del 5% per il primo e dell’8,1% per il secondo ed una media del 7% ai 5 anni.

Il mesotelioma costituisce il 4% della mortalità globale per cancro, per tutte le età e per entrambi i sessi. Nel corso di questi ultimi anni, per coloro per i quali la diagnosi è stata precoce, si è riusciti ad avere un significativo prolungamento delle aspettative di vita, come mesotelioma pleurico aspettative di vita,  e delle condizioni generali della qualità della vita. In alcuni casi, seppur rari, si è avuta anche la guarigione, compresa tumore pleura guarigione.

Trattamento e cura del mesotelioma

La diagnosi precoce è molto importante per migliorare le aspettativa di vita in caso di mesotelioma.

La sorveglianza sanitaria rende meno ardua la cura della neoplasia del mesotelio anche se la prognosi rimane quasi sempre infausta.

L’approccio terapeutico prescelto è dettato dallo stadio della neoplasia e dal tipo istologico. Le terapie più efficaci sono quelle multimodali. L’ONA ha elaborato un suo protocollo specifico a cura del Dott. Arturo Cianciosi e del Dott. Vittore Pagan per i pazienti che si rivolgono all’ONA.

Chirurgia del mesotelioma

La chirurgia è considerata il primo approccio al mesotelioma. In caso di tumore resecabile il paziente ha più probabilità di cura e guarigione. La chirurgia è anche usata a scopo palliativo. La tecnica mini invasiva del Prof. Migliore prevede che sia utilizzata la chemioterapia ad alta temperatura, direttamente nel corso dell’intervento chirurgico.  Questa tecnica è stata illustrata nel corso del 16 episodio di ONA TV: Mesotelioma, amianto e malattie del lavoro.

Anche toracentesi, paracentesi o pericardiocentesi hanno scopo palliativo. Consistono nell’aspirare con un ago sottile il liquido in eccesso.

Radioterapia per i diversi tipi di mesotelioma

La radioterapia può essere utile per i pazienti sottoposti a intervento chirurgico (radioterapia adiuvante) per distruggere i piccoli gruppi di cellule tumorali non visibili e quindi non asportati nel corso dell’operazione o a scopo palliativo, per ridurre il dolore toracico che non si attenua con i farmaci.

Chemioterapia per la cura del mesotelioma

La chemioterapia è un trattamento che consiste nella somministrazione di farmaci in grado di aggredire le cellule neoplastiche che hanno acquisito la capacità di motiplicarsi in maniera incontrollata. Successivamente, le stesse cellule possono invadere i tessuti circostanti e compromettere le funzioni degli organi. Anche per il mesotelioma, è utilizzato l’approccio chemioterapico. In questo modo, si ottiene quantomeno il rallentamento della progressione neoplastica. Infatti, così, si distruggono le cellule neoplastiche che si sviluppano nella pleura in caso di mesotelioma pleurico, oppure nelle altre sierose.

I farmaci che si sono mostrati più efficaci nel rallentamento del mesotelioma sono i derivati del platino, come il cisplatino, e gli antifolati, come il pemetrexed. Questi farmaci hanno un effetto maggiore quando vengono somministrati in combinazione. La somministrazione può avvenire per via per via endovenosa in tutto il corpo o direttamente nella sede del tumore. Un altro farmaco è la gemcitabina, un chemioterapico utilizzato come trattamento di seconda linea, quando la neoplasia entra nella fase di progressione. Secondo alcuni studi, questo farmaco mostra un buon profilo di tollerabilità rispetto tutti gli altri chemioterapici. La somministrazione localizzata permette di intervenire con dosi più alte di farmaco chemioterapico, che a volte viene riscaldato per aumentarne l’efficacia (chemioterapia ipertermica), limitando gli effetti collaterali al resto dell’organismo. In caso di localizzazione pleurica, la chemioterapia può essere intrapleurica, ossia somministrata direttamente nello spazio fra i polmoni e la parete toracica.