Il mesotelioma pleurico è una neoplasia che colpisce il mesotelio pleurico, ovvero la membrana sierosa che riveste i nostri polmoni. L’unica causa di questo cancro della pleura è costituita dall’esposizione a fibre di amianto, anche detto asbesto. Per questo motivo, insieme agli altri tipi di mesotelioma, può essere considerato un marcatore sociale, in grado di descrivere la presenza di asbesto.

In questa guida scopriamo tutto sul mesotelioma pleurico: cos’è, quali sono le sue cause, sintomi, diagnosi e cura e le aspettative di vita nei pazienti colpiti da questa grave malattia amianto-correlata.

Il mesotelioma pleurico

Il mesotelioma pleurico è un tumore maligno che ha origine nel mesotelio pleurico, una sottile membrana che riveste e protegge i polmoni e che è costituito da due strati. Uno circonda il polmone (pleura viscerale) e l’altro forma un rivestimento “a sacco” intorno ad esso (pleura parietale) all’interno della cassa toracica. Tra questi due foglietti si raccoglie normalmente una piccola quantità di liquido lubrificante, come un’intercapedine, che consente ai polmoni di espandersi nella gabbia toracica durante i movimenti respiratori, di ispirazione ed espirazione.

Il mesotelioma pleurico è un tumore molto aggressivo causato dall’esposizione alle fibre di amianto e che porta alla morte per asfissia. Esistono altri tipi di pìmesotelioma (peritoneale, pericardico, e della tunica vaginale del testicolo) ma tra questi il più frequente è il mesotelioma pleurico che rappresenta circa l80% di tutti i mesoteliomi.

Aspettative di vita e sopravvivenza

Come già accennato più su, il mesotelioma pleurico è un tumore molto aggressivo, ancora legato a scarse aspettative di vita. La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi si ferma poco al di sotto del 20 per cento nella fascia di età compresa tra i 45 e i 54 anni e diminuisce progressivamente con l’aumentare dell’età. Avendo un tempo di latenza piuttosto ampio, risulta raro al di sotto dei 50 anni e con un picco massimo intorno ai 70.

La diagnosi precoce aumenta le aspettative di vita. L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto è in prima linea in Italia nella lotta all’amianto e promuove la sorveglianza sanitaria degli esposti, con le metodologie e i tempi consigliati dal Consensus Report di Helsinki e dalla sua revisione del 2014.

Mesotelioma pleurico: cause

La causa del mesotelioma della pleura è l’esposizione alle fibre di amianto, anche detto asbesto. Si tratta di un gruppo di minerali accomunati dalla capacità di suddividersi in fibre longitudinali via via più sottili e facilmente inalabili. Una volta inalate danno il via ad una serie di processi infiammatori che possono evolversi in forme cancerose molto gravi, come i vari tipi di mesotelioma.

L’amianto fu ampiamente utilizzato in Italia, fino all’entrata in vigore dell’art. 1 della L. 257 del 1992, che ne ha vietato, a partire dall’aprile del 1993, l’estrazione, la lavorazione, la produzione e la commercializzazione. Nel nostro paese si contano ancora 40.000.000 di tonnellate di materiali che contengono la fibra killer, comprese 2.292 scuole e più di 250 ospedali.

In Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – Ed. 202, pubblicato dall’Avv. Ezio Bonanni, ci sono tutti i dati aggiornati sulla situazione italiana.

Il processo infiammatorio dà avvio al fenomeno della cancerogenesi, attivando quelle mutazioni del DNA, con l’iniziazione e poi la promozione e progressione (latenza preclinica), cui segue l’esplosione della patologia neoplastica.

Lo IARC (International Agency For Research On Cancer – Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro), dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nella monografia sull’amianto afferma che “There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite, and anthophyllite). Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary”.

Qui trovate tutte le info sul sito ufficiale della OMS sulla pericolosità dell’amianto. Sui Quaderni del Ministero della Salute trovate tutte le info sullo stato dei lavori in Italia nel contrasto delle malattie amianto correlate.

Altri fattori di rischio per il mesotelioma pleurico

Ci sono altri fattori di rischio del mesotelioma della pleura, che sono però infinitesimali in termini di incidenza epidemiologica, rispetto all’esposizione alle fibre di amianto:

  • un virus della scimmia, SV40, utilizzato nelle vaccinazioni antipolio tra il 1955 e il 1963 (questo virus, da solo, non è sufficiente per generare il mesotelioma pleurico);
  • una sostanza radioattiva, il diossido di torio, utilizzata tra gli anni ’20 e gli anni ’50;
  • le radiazioni a torace e addome (rischio è circoscritto solo agli operatori ospedalieri ed è, dal punto di vista epidemiologico, ininfluente);
  • casi di mesotelioma maligno della pleura o di altri tipi in famiglia (la presenza di polimorfismi nel DNA cellulare non sono di per se sufficienti a determinare l’insorgenza del mesotelioma pleurico, per il quale è necessaria, sempre e comunque, l’esposizione ad amianto.

Diagnosi del mesotelioma pleurico: quali esami?

La diagnosi del tumore del mesotelio inizia con la anamnesi (o storia clinica) e prosegue con esami specifici, tra cui:

  • RX torace (mesotelioma RX);
  • TAC (mesotelioma TAC);
  • risonanza magnetica nucleare PET

 

Nel caso dei sintomi di mesotelioma della pleura (versamento pleurico, dolore del torace, tosse, etc.), è necessario rivolgersi al medico curante, e informarlo della pregressa esposizione a polveri e fibre di amianto. Gli esami diagnostici, e in ultima analisi l’esame immunoistochimico, sono necessari per la diagnosi mesotelioma, la caratterizzazione istologica e la determinazione dello stadio della neoplasia.

Come già detto, la diagnosi precoce del mesotelioma pleurico è fondamentale per un approccio chirurgico efficace e per la chemioterapia, anche intrapleurica (tecnica della chemioterapia intrapleurica del Prof. Marcello Migliore – Policlinico di Catania).

Sintomi del mesotelioma pleurico

Quali sono i sintomi del mesotelioma pleurico? I primi sintomi del mesotelioma pleurico, purtroppo, sono di natura non specifica, simili cioè a quelli causati da altre malattie che colpiscono, ad esempio, l’apparato cardio-respiratorio. La loro aspecificità può portare ad un ritardo nella diagnosi. In generale fiato corto (detto “dispnea”), dolore al petto o al dorso, tosse persistente, perdita di peso ingiustificata sono sintomi comuni.

Nella maggior parte dei casi i sintomi respiratori sono causati da un eccessivo accumulo di liquido nello spazio compreso tra i due foglietti pleurici (versamento) o dall’inspessimento dei foglietti stessi, con compressione dei polmoni, che non riescono così ad espandersi adeguatamente durante la respirazione.

Alcuni pazienti possono addirittura non manifestare alcun disturbo pur presentando la malattia, che invece viene scoperta occasionalmente, eseguendo esami radiologici per altre motivazioni.

Qui di seguito riportiamo tutti i sintomi più frequenti del mesotelioma pleurico:

  • difficoltà respiratoria;
  • versamento pleurico;
  • dolore toracico;
  • dolore pleurico;
  • tosse;
  • emottisi;
  • stanchezza;
  • febbre.

 

Cura del mesotelioma pleurico

Il trattamento più adatto alla cura del mesotelioma pleurico, e del mesotelioma in generale, è sempre un trattamento multimodale.

Tra le terapie possibili c’è la chirurgia attraverso pleurectomia totale (asportazione totale della pleura parietale e viscerale) e pneumectomia extrapleurica (asportazione della pleura in blocco con il polmone, il pericardio e il diaframma)in associazione a radioterapia e chemioterapia.

Il tumore della pleura viene considerato resecabile chirurgicamente negli stadi I, II, III. Di norma, ove possibile, in relazione alla diffusione di malattia ed alle condizioni di salute del paziente, si ricorre alla EPP. Tale intervento è molto invalidante ed è gravato da alti tassi di mortalità e da complicanze postoperatorie. Inoltre nonostante un corretto intervento, rimane comunque alto il rischio che la malattia si ripresenti. Di norma l’opzione chirurgica viene scartata qualora il paziente si presenti in condizioni generali non ottimali, la malattia sia molto estesa (stadio IV) e/o per l’istotipo sarcomatoide.

La radioterapia consiste in fasci esterni e tecnica volumetrica a modulazione di intensità (IMRT) da effettuare in trattamento trimodale, dopo la chirurgia e la chemioterapia. Nelle forme avanzate la radioterapia ha solo scopo palliativo, ovvero di alleviare i sintomi.

La chemioterapia consiste nella somministrazione per infusione endovenosa (EV) di farmaci per ridurre o arrestare la progressione del cancro pleura. Il trattamento di scelta di “prima linea” si esegue con l’associazione di pemetrexed con sali di platino (cisplatino o carboplatino); l’utilizzo del carboplatino permette una migliore tollerabilità, ed è particolarmente indicato nei pazienti più anziani.

Questo trattamento consente nella maggioranza dei pazienti una regressione o la stabilizzazione della malattia per un periodo che mediamente è di poco superiore ai 6 mesi, ma che in alcuni casi può essere più prolungato (nel 15-20% dei casi supera l’anno).

Qui trovate la pubblicazione dell’Avv. Ezio Bonanni su Come curare il mesotelioma.

Mesotelioma pleurico: chirurgia mini invasiva con chemioterapia

Una nuova speranza per i malati di mesotelioma della pleura è la tecnica sviluppata dal Prof. Marcello Migliore. Prevede che sia utilizzata la chemioterapia ad alta temperatura, direttamente nel corso dell’intervento chirurgico, in sede intrapleurica. Circa il 30% dei pazienti operati dal Prof. Marcello Migliore, è ancora in vita dopo 5 anni dopo l’intervento chirurgico. Nel 16° episodio di ONA TV: Mesotelioma, amianto e malattie del lavoro è illustrata questa tecnica.

ONA TV mesotelioma pleurico

 

Rischio anche a basse dosi

L’amianto può causare patologie tumorali anche a basse dosi. Non esiste quindi una dose al di sotto della quale si è sicuri di non ammalarsi. Per questo motivo è importante che i luoghi di lavoro e di vita siano opportunamente bonificati e non presentino alcun rischio di esposizione. L’unico modo per azzerare infatti il rischio di ammalarsi è quello di evitare qualunque forma di esposizione, attraverso la prevenzione cosiddetta primaria.

L’amianto è stato utilizzato ampiamente in tutti gli edifici costruiti prima del 1992, anno della messa al bando dell’amianto.

Il Gruppo Colombo Immobiliare offre consulenza tecnica sul rischio amianto negli immobili, edifici privati e condomini e fornisce il supporto per scegliere il tipo di bonifica amianto più adatto alla situazione.

Qui trovate tutte le informazioni su come segnalare l’amianto. L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, con cui Colombo collabora, ha messo a punto un’app per la segnalazione dei materiali di amianto anche da parte dei singoli cittadini per una mappatura completa della presenza di asbesto nel nostro paese. Qui potete scaricare gratuitamente l’app amianto.