Come si bonificano i siti contaminati da amianto? Esistono diverse tecniche di bonifica previste dalla normativa vigente e da utilizzare a seconda dello stato di conservazione del manufatto in amianto. In questa guida scopriamo cosa si intende per incapsulamento amianto e quando è opportuno e vantaggioso optare per questa tecnica di bonifica. Vediamo nel dettaglio qual è la procedura prevista per l’incapsulamento, le normative e i costi.

Questo sistema permette di abbattere la capacità di dispersione delle fibre, in particolare, dalla matrice compatta dei materiali di asbesto, rappresentando una valida alternativa, specialmente se utilizzato contemporaneamente al confinamento. Facciamo presente già da ora però che la rimozione dell’amianto con smaltimento in discarica è l’unica tecnica di bonifica in grado di ridurre a zero il rischio amianto.

Incapsulamento amianto: cos’è?

Tra le tecniche di bonifica dell’amianto, quella di incapsulare amianto ed Eternit è la più semplice ed economica. Tuttavia, non risolve il problema. Al contrario infatti della rimozione che conferisce l’amianto in discarica e impedisce l’esposizione all’amianto portando a zero il rischio di ammalarsi, in questo caso il rischio non si azzera. Rimangono infatti necessarie la manutenzione ed eventualmente la ripetizione del trattamento. Quindi il rischio di esposizione è soggetto a queste variabili, nonché ad eventuali incidenti e traumi che possono interessare la superficie trattata (come nel caso di un terremoto). A variabili, dunque, che sono fuori dal nostro controllo.

L’incapsulamento avviene utilizzando un liquido aggrappante che cosparge la superficie in amianto. Questo permette di evitare la dispersione delle fibre ma, nel tempo, il liquido perde le sue capacità e la aero dispersione delle fibre può tornare a verificarsi. Per questo motivo è necessario procedere a controlli e manutenzione, secondo un piano ben specifico.

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni, suo Presidente, sostengono che la rimozione sia la tecnica da raccomandare, unico metodo per una prevenzione primaria efficace e per impedire le esposizioni.

L’ONA ha sviluppato l’app amianto, strumento utile a delineare una mappatura della presenza di asbesto sul territorio nazionale, a cui possono partecipare anche i privati cittadini, a favore di una tutela della salute efficace.

Perché l’amianto è pericoloso?

Le caratteristiche asbestiformi dei minerali di amianto li rendono estremamente pericolosi per la salute. Le fibre di amianto infatti hanno la capacità di suddividersi longitudinalmente in fibrille via via più piccole che si disperdono facilmente nell’ambiente. Una volta inalate danno avvio a gravi processi infiammatori. Questi, attraverso il processo della cancerogenesi, possono evolvere in malattie ancora più gravi e spesso fatali.

L’OMS informa sul suo sito ufficiale delle capacità cancerogene di qualsiasi tipo di amianto. La Corte di Cassazione, IV Sez. Penale, n. 45935/2019 ha chiarito che anche le esposizioni a basse dosi sono dannose e rischiose.

Sulle monografie dello IARC potete approfondire la relazione tra patologie asbesto correlate e minerali di amianto. Tra le malattie più gravi ed infauste vi sono i mesoteliomi e altri tumori dell’apparato respiratorio e gastrointestinale soprattutto.

Per ulteriori approfondimenti >> VI Rapporto RENAM sui mesoteliomi e i risultati della Commissione d’Inchiesta uranio impoverito e amianto e altri rischiReport Consensus di Helsinki.

La normativa vigente sulla bonifica

Le fibre di asbesto, nel 2020, hanno provocato in Italia 6.000 decessi. In Libro bianco delle morti di amianto in Italia – Ed. 2021, l’Avv. Ezio Bonanni ha lanciato l’allarme sui ritardi delle bonifiche amianto nonché sul numero di morti da amianto nella penisola.

Secondo la normativa amianto vigente la bonifica è obbligatoria solo nel caso in cui il sito sia contaminato con amianto friabile (che si sgretola con il solo tocco delle dita). Nel caso di amianto compatto (inserito in una matrice che non rilascia fibre nell’aria) non vi è alcun obbligo di bonifica. Anche in questi casi c’è però la possibilità di danni alla superficie in amianto con conseguente rilascio di fibre nell’ambiente. Quindi, anche se la bonifica non è d’obbligo la rimozione è l’unico modo per scongiurare realmente il rischio di ammalarsi a causa dell’esposizione. La normativa vigente prevede in questi casi Per la rimozione dell’amianto compatto è stato invece approvato, solo in seguito, il protocollo di manutenzione un protocollo di manutenzione con incapsulamento o confinamento, o entrambi.

Incapsulamento amianto: come funziona?

La tecnica di bonifica per incapsulamento si predilige per le matrici compatte dei materiali in amianto e cemento amianto.

I prodotti liquidi usati per l’incapsulamento ricoprono interamente le superfici e grazie alle loro proprietà penetranti e ricoprenti inglobano le fibre di amianto creando una sorta di capsula intorno alla superficie.

L’incapsulamento eve essere eseguito da ditte specializzate, in conformità al D.M. 20/08/1999. La ditta dovrà rilasciare l’attestazione di conformità del prodotto incapsulante amianto e l’attestazione della conformità dell’esecuzione dei lavori. Il documento indica tra le altre cose gli spessori, i colori e la garanzia della durata minima.

Al termine del trattamento il proprietario deve pianificare un programma di manutenzione e controllo e nominare un Responsabile che ne segua l’applicazione.

Le 4 fasi della tecnica di incapsulamento

La tecnica di bonifica dell’incapsulamento dei materiali in amianto si suddivide in 4 fasi:

Incapsulamento amianto fasi

  • nella prima fase, viene steso un primer penetrante fissativo con resine sintetiche a base d’acqua. Tali prodotti acquosi hanno un impatto ambientale nettamente minore rispetto ai comuni solventi. La principale funzione di questo primer è quella di penetrare in profondità creando una superficie aggrappante.
  • L’applicazione di un primer penetrante consolidante, a base d’acqua, penetra in profondità consolidando la matrice cementizia in cui sono inglobate le fibre di amianto.
  • Le ultime due fasi consistono nella stesura di una guaina liquida elastomerica impermeabilizzante, a base di polimeri acrilici in modo da creare un rivestimento impermeabile.

In molti casi, dopo l’incapsulamento, si procede al confinamento amianto, confinando l’area appena trattata in modo da isolarla dal resto dell’edificio.

Incapsulamento: consulenza e assistenza tecnica

Prima di intervenire è fondamentale rivolgersi ad un tecnico che si occupi di fare un’attenta valutazione e in base a dei parametri stabiliti. In questo modo si stabilisce quali sia il metodo di bonifica più indicato.

Colombo Immobiliare offre consulenza e assistenza tecnica nella bonifica amianto e nella tecnica dell’incapsulamentoper valutare la percentuale di rischio che l’amianto inizi a sfaldarsi, rilasciando fibre tossiche nell’aria. Segue i proprietari degli immobili e gli amministratori di condominio in tutte le fasi della bonifica amianto e, attraverso la collaborazione con ONA – Osservatorio Nazionale Amianto offre assistenza medica e legale agli esposti. Qui trovate tutte le informazioni per la consulenza legale in caso di amianto negli immobili.

Incapsulamento: quali vantaggi e svantaggi

L’incapsulamento dei materiali contenenti amianto comporta alcuni vantaggi e svantaggi.

Tra i principali vantaggi ci sono:

  • l’economicità;
  • il minor impatto ambientale rispetto alla rimozione, in quanto l’amianto viene lasciato in loco e quindi non vi sono rischi di eventuali rilasci di fibre durante rimozione e smaltimento;
  • presenta un minor rischio di esposizione alle fibre per gli operatori che eseguono l’intervento;.
  • non produce rifiuti speciali pericolosi.

Tra gli svantaggi ricordiamo che:

  • l’amianto resta presente nella struttura e potrebbe quindi essere necessario rimuoverlo in seguito;
  • è necessario attuare un programma di controllo e manutenzione costante;
  • potrebbe essere necessario ripetere l’incapsulamento a distanza di tempo;
  • possono risultare ridotte le proprietà termiche, anti-acustiche e antincendio del sito.

 

Bonus rimozione amianto

Per poter accedere al bonus amianto, è necessario presentare al Ministero una serie di documenti, ovvero:

  • costo totale dei lavori, delle singole spese e credito d’imposta richiesto.
  • Dichiarazione di non godimento di altre agevolazioni per le stesse spese.
  • Piano di lavoro di ciascun intervento di bonifica.
  • Comunicazione di fine lavori alla Asl competente, allegando documentazione attestante l’avvenuto smaltimento dell’amianto in discarica autorizzata e l’eventuale certificazione di restituibilità degli ambienti bonificati;
  • documenti fiscali attestanti le spese sostenute (documentazione smaltimento amianto).

Lo Stato è intervenuto con numerosi incentivi per la rimozione dell’amianto. Il credito d’imposta del 50% nasce del 2016 con decreto del Ministero dell’Ambiente ed è stato prorogato al 31 dicembre 2021 per gli interventi di ristrutturazione edilizia, indicati dall’articolo 16-bis del TUIR. Il massimo che si può detrarre sono 96.000 euro. L’incentivo copre oltre agli interventi di efficientalento energetico, adozione di misure antisismiche ed eliminazione di barriere acustiche, danneggiamenti, manutenzione e restauro anche la bonifica amianto.

Superbonus 110% amianto e incentivi

Il superbonus 110% valido per gli interventi di efficientamento energetico e antisismici è utilizzabile anche per la bonifica amianto. La Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria ha approvato, infatti, la Relazione sull’applicazione delle misure fiscali per la riqualificazione energetica e sismica. Grazie alla proposta presentata dall’ONA il bonus è stato esteso  anche alle spese per la rimozione e bonifica dei siti contaminati da amianto.