La presenza dell’amianto nelle case costruite tra gli anni 50 e il 1992 è un rischio reale. La legge obbliga al censimento dei manufatti in amianto e la bonifica è l’unico modo per evitare l’esposizione alla fibra killer, ma andiamo con ordine. Cos’è l’amianto? L’amianto è un minerale, o meglio un gruppo di minerali, tutti accomunati da comuni caratteristiche. Tra queste, oltre alla resistenza meccanica, alla resistenza al calore, all’economicità ed alla larga presenza in natura, vi è la caratteristica che li rende pericolosissimi per la salute umana.

I minerali di amianto hanno infatti la capacità di suddividersi in fibre longitudinali via via più sottili e facilmente inalabili. Una volta inalate danno il via a gravi fenomeni infiammatori che possono evolvere in cancro e in altre malattie ad esito infausto (asbestosi, mesoteliomi, cancro del polmone, dell’ovaio, del colon, dello stomaco, dell’esofago, della laringe e della faringe – a questo proposito consultate per approfondimenti le monografie dello IARC sulle malattie asbeto-correlate).

Amianto nelle case

L’amianto è stato largamente utilizzato in Italia in tutte le zone della penisola con preminenza nell’ambit dell’edilizia industriale nell’Italia settentrionale dove c’è stata una più densa industrializzazione. In natura l’amianto è abbondantemente presente, anche in Italia, dove esistono diverse cave di amianto. La miniera di Balangero è stata chiusa nel 1990 e non ha più riaperto in applicazione della Legge n. 257/1992. Le miniere della Valmalenco sono state attive fino alla metà degli anni ’70.

La legge n. 257/1992 ha infatti messo al bando l’amianto nel nostro paese, la cui estrazione, commercializzazione ed utilizzo è vietato da allora. Altri 61 stati lo hanno messo al bando, inclusi tutti gli stati della Comunità Europea. In molti altri paesi invece, come il Brasile e la Russia e purtroppo tanti altri, è ancora possibile estrarre, comprare e usare l’amianto.

L’amianto è stato usato ampiamente nell’edilizia abitativa in diverse applicazioni e forme all’interno delle nostre case, con un picco di utilizzo intorno agli anni 70.

Quando diventa pericoloso l’amianto nelle case?

L’amianto è un minerale pericoloso che causa gravissimi danni alla salute. Quando il minerale si presenta in forma compatta ed è integro non comporta danni per la salute umana, perché non rilascia nell’ambiente le cosiddette fibre killer. Quando però viene danneggiato, anche in minima parte, inizia a sfaldarsi e a rilasciare nell’aria le fibre inalabili. L’eternit rotto è dunque pericoloso. L’eternit integro non lo è. Basta però una ripetuta sollecitazione meccanica o l’azione costante degli agenti atmosferici a determinarne nel tempo la rottura e lo sfaldamento.

Respirare amianto, anche in modo occasionale, può risultare fatale. Non esiste infatti una quantità minima di amianto inalato per sviluppare malattie asbesto correlate, così come non esiste una distanza di sicurezza da rispettare per essere al sicuro. Il trasporto delle fibre nell’aria è altamente influenzato dall’ambiente, dal circolo di aria e dagli agenti atmosferici.  Ne consegue che il rischio zero da esposizione ad amianto esiste soltanto quando ci si trova in un ambiente dove non c’è presenza di asbesto.

Dove si trova l’amianto nelle case?

Dove si trova l’amianto in casa? Nel corso degli anni, dagli anni 60 e fino alla messa al bando dell’asbesto nel 1992, l’amianto è stato utilizzato nell’edilizia abitativa in diverse applicazioni e soprattutto in forma compatta, ma anche in polvere (amianto friabile). Vediamo qui di seguito i principali utilizzi dell’amianto in casa che corrispondono ad altrettante situazioni da sottoporre a verificare per stabilire se vi è presenza di amianto.

  • Amianto nell’intonaco

Fino al 1990 molti tipi di intonaco venivano realizzati utilizzando l’amianto. Il minerale rendeva l’intonaco ignifugo e particolarmente resistente. Se la vostra abitazione è stata costruita in un periodo precedente al 1990 è possibile che l’intonaco contenga amianto.

  • Vasi in amianto

L’amianto cemento è stato utilizzato nella costruzione di vasi e fioriere che decorano l’esterno di case e condimini. Come riconoscerlo? Quando l’amianto si presenta in forma aggolomerata, come nelle costruzioni in cemento amianto è più difficile da riconoscere. Più facile da riconoscere quando si presenta in forma friabile o debolmente agglomerata come nelle lastre di amianto.

  • Amianto nel massetto

Il massetto alla base del pavimento era raramente costruito utilizzando amianto. Molto più probabile che il minerale sia stato usato nella costruzione di piastrelle e pavimenti. Per esserne sicuri bisogna fare un prelievo di un campione, ad opera dei tecnici abilitati. Qui trovate tutte le informazioni per una consulenza amianto gratuita e per la consulenza legale consulenza legale gratuita rischio amianto negli immobili.

  • Pavimenti e piastrelle e linoleum

Nel rivestimento di piastrelle e pavimenti venivava spesso utilizzato l’amianto. In particolare il Linoleiìum, un tipo di pavimento in amianto, era ampiamente utilizzato negli 70 e 80. Basta uno strappo di pochi millimetri su questo genere di pavimentazione per rilasciare fibre di amianto nell’ambiente domestico.

  • Guaina bituminosa con amianto

Raramente l’amianto era utilizzato nella guaine bituminose impermeabilizzanti, ma poteva essere utilizzato durante la messa in opera. L’amianto era infatti così economico che veniva spesso utilizzato anche in applicazioni in cui le su caratteristiche non lo rendevano necessario. Solo il campionamento può darci la certezza della sua presenza.

  • Amianto nei tessuti

L’amianto veniva utilizzato anche nei tessuti, come per esempio nelle tende e tendaggi per garantirne la resistenza al calore e donargli caratteristiche ignifughe.

  • lastre ondulate o piane (utilizzate come elementi di copertura, pareti, tamponamenti e controsoffittature)
  • serbatoi, cassoni per l’acqua, vasche, vasi di espansione per impianti di riscaldamento
  • tubazioni (scarichi, fognatura, acqua potabile)
  • canne fumarie e comignoli
  • pannelli tipo “sandwich” in costruzioni prefabbricate e pareti divisorie
  • gronde e discendenti
  • tettoie in Eternit (le classiche coperture in forma ondulata).

Come faccio a sapere se è amianto?

Ma come individuare e riconoscere l’amianto? Riconoscere l’amianto, specie se utilizzato in forma agglomerata non è facile. Possiamo considerare come prima cosa l’anno di costruzione della casa, analizzare i progetti e quelli di eventuali ristrutturazioni. Se la casa è stata costruita dopo il 1992 non c’è rischio di presenza di amianto.

In molti casi solo le analisi di laboratorio possono fornirci la conferma. Cosa fare dunque per sapere se è amianto? La pratica ci campionamento è assolutamente sconsigliabile se non ad opera di personale specializzato. Durante il campionamento infatti le fibre dell’asbesto possono essere rilasciate nell’aria. Il campione deve essere prelevato esclusivamente da un tecnico abilitato come Responsabile Rischio Amianto e che abbia la competenza ed esperienza necessaria. Le spese per il sopralluogo sono a carico del proprietario dell’immobile.

Secondo la normativa (D.M. 06/09/1994) è d’obbligo comunicare alle autorità sanitarie (ASL) la presenza del manufatto contenente asbesto friabile o del presunto sito contaminato (l. 27 marzo 1992, n. 257). La sua violazione, ovvero nel caso di omessa comunicazione, è suscettibile di sanzione amministrativa (pecuniaria, oltre i 2.000 euro). Ne consegue che è necessario essere al corrente della presenza di amianto nella propria casa, edificio o condominio per ottemperare al censimento previsto dalla legge.

Cosa fare se c’è amianto in casa?

In caso si presenza di amianto in casa di natura friabile siamo obbligati a comunicarne la presenza all’ASL e al Comune. L’ASL in particolare è obbligata a tenere un registro in cui censisce i manufatti in cui è presente l’amianto. Il proprietario della casa o il responsabile o amministratore del condominio o dell’edificio dovrà fare:

  • comunicazione alla ASL (comma 5 articolo 12 della legge 257/92) 2.
  • predisporreuna ispezione, almeno annuale, da personale in grado di valutare le condizioni dei materiali
  • un dettagliato rapporto con relativa documentazione fotografica da trasmettere alla ASL competente.

I ricoprimenti a spruzzo (floccati) sono generalmente materiali friabili mentre i rivestimenti di tubazioni e i materiali in cemento amianto sono materiali in origine poco o niente friabili, lo possono tuttavia diventare a seguito del degrado subito a causa di fattori ambientali. Qui trovate le linee guida del governo sugli adempimenti dei proprietari e dei responsabili in caso di presenza di amianto.

Bonifica amianto in casa

In caso in cui esiste un rischio amianto sarà necessario avviare le operazioni di bonifica, sebbene la legge non ci obblighi a farlo a prescindere.

Dalla valutazione tecnica si definiranno gli interventi specifici, che siano di:

  • rimozione immediata
  • rimozione programmata
  • riparazione e incapsulamento e/o confinamento
  • monitoraggio periodico

Ditte autorizzate per la bonifica amianto

Per la bonifica è necessario rivolgersi a una ditta autorizzata allo smaltimento amianto, ovvero avvalersi di professionisti regolarmente iscritti all’Albo Gestori Ambientali nella Categoria 10A o 10 B secondo quanto regolamentato dall’articolo 212 del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152.

Soltanto le ditte autorizzate possono svolgere la bonifica amianto in sicurezza e seguire il protocollo affinché l’edificio risulti a rischio 0.

Le ditte autorizzate predisporranno un apposito Piano di Lavoro (ai sensi dei cc. 2 e 5) che preveda le misure necessarie per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori sul luogo di lavoro e la protezione dell’ambiente esterno.

I contenuti del piano sono fissati dal predetto art. 256, al comma 4; è importate il disposto del comma 5 dello stesso articolo:
«5. Copia del piano di lavoro è inviata all’organo di vigilanza, almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori. Se entro il periodo di cui al precedente capoverso l’organo di vigilanza non formula motivata richiesta di integrazione o modifica del piano di lavoro e non rilascia prescrizione operativa, il datore di lavoro può eseguire i lavori».

In cosa consiste la tecnica della glove-bag?

La bonifica amianto avverrà secondo la tecnica dell’incapsulamento, confinamento o bonifica tradizionale con conferimento dei rifiuti pericolosi in discarica, a seconda dello stato del manufatto, del luogo e delle possiiblità economiche del proprietario o dei proprietari.

In cosa consiste la tecnica della glove-bag? La tecnica della glove bag viene utilizzata per la rimozione di tubature ed altri manufatti che contengono amianto, per garantire la sicurezza delle operazioni di bonifica. Consiste nell’introdurre i materiali pericolosi all’interno di un apposito sacco in cui le fibre di amianto, creando una sorta di cella per la lavorazione del rifiuto volta a incapsulare le fibre prima del conferimento in discarica. L’accesso alla zona in cui viene applicata la glove-bag è possibile solo al personale addetto ai lavori.

Qui trovate tutte le info sulla bonifica amianto  e qui sull’utilizzo dell’ecobonus 110% per la rimozione dell’amianto dai tetti a costo 0.

Amianto nei condomini

In un condominio è l’amministratore condominiale ad essere responsabile del censimento e della eventuale segnalazione all’ASL della presenza di amianto. Oltre ad eventuali ripercussioni legali nel caso un utente si ammali di una malattia amianto-correlata, ci sono sanzioni da 3.615,20 € a 18.075,99 € (art. 15 com.2 L.257/92) in caso di mancata individuazione e mancato adempimento degli obblighi previsti dall’art. 4a del DM 06/09/94. Arresto sino a due mesi o ammenda da 400,00 € a 1.600,00 € (art. 263 com. 2a D.Lgs. 81/08) in caso di mancata individuazione della presenza di materiali a potenziale contenuto d’amianto prima di intraprendere lavori di demolizione (art. 248 com. 1Lgs. 81/08).

Il costo del censimento e della valutazione dei manufatti contenenti amianto presenti in un condominio dipende dalle dimensioni della struttura e dalla sua complessità. Possiamo stimare da 400 € per i condomini di poche unità fino a 1.500 € per i condomini più grandi, esclusa l’attività di analisi e campionamento che non sempre è necessaria.