Come individuare, riconoscere e bonificare l’amianto in casa? Questa domanda è piuttosto importante perché ci serve a tutelare la nostra salute e quella delle persone che vivono con noi, nonché ad adempiere agli obblighi di legge.

Ma andiamo con ordine. Cos’è l’amianto? L’amianto, anche detto asbesto, è un minerale, o meglio un insieme di minerali utilizzati in tantissimi ambiti dell’edilizia, nell’edilizia abitativa e nella costruzione di fabbriche, capannoni ed edifici pubblici e privati di vario genere.

Prima della messa al bando di questo materiale, avvenuta nel 1992, l’amianto era un materiale con un ottimo rapporto qualità prezzo, con notevoli caratteristiche tecniche tra cui la resistenza al calore, nonché economico e largamente presente in natura. Tra le sue caratteristiche però c’era anche quella di sfaldarsi in fibre sottilissime e longitudinali che si disperdono facilmente nell’aria e che una volta inalate causano danni gravissimi alla salute (mesoteliomi, asbestosi e altri tumori spesso ad esito infausto). Ma quindi eternit amianto come riconoscerlo?

Come riconoscere amianto nelle case?

Come riconoscere l’amianto? Per capire come riconoscere amianto nelle nostre case dobbiamo prima capire dove potrebbe trovarsi e dove è stato utilizzato. L’amianto potrebbe essere presente nelle nostre abitazioni private, che siano condomini, ville plurifamigliari o unità abitative singole. Quindi come riconoscere amianto? Esso può essere sotto forma di:

  • piastrelle per pavimenti in linoleum, pavimenti, mattonelle, tegole tipo marsigliese;
  • nelle vernici e nei rivestimenti con effetto a rilievo;
  • lastre ondulate o piane (utilizzate come elementi di copertura, pareti, tamponamenti e controsoffittature);
  • serbatoi, cassoni per l’acqua, vasche, vasi di espansione per impianti di riscaldamento;
  • tubazioni (scarichi, fognatura, acqua potabile);
  • canne fumarie e comignoli, nei condotti di ventilazione e nelle caldaie con isolamento termico;
  • pannelli tipo “sandwich” in costruzioni prefabbricate e pareti divisorie;
  • gronde e discendenti;
  • fioriere in cemento amianto;
  • tettoie in Eternit (le classiche coperture in forma ondulata).
  • nei muri (sotto forma di pannelli isolanti all’interno dei
    tramezzi), nei soffitti (come materiale antincendio nei controsoffitti), nelle porte e come isolante nelle armature d’acciaio degli edifici.

I manufatti in amianto rappresentano un rischio per la salute in tutti i casi se si tratta di amianto friabile, ovvero in forma polverosa, e solo in determinati casi se si tratta di amianto compatto. Quando le superfici in asbesto sono infatti integre non comportano danni per la salute. In seguito però ad usura, danneggiamenti e sollecitazioni meccaniche ed erosione atmosferica la superficie inizia a sgretolarsi e anche un minimo danno permette il rilascio delle fibre killer.

Come individuare l’amianto in casa?

Come riconoscere eternit? Si calcola che in Italia, nel periodo che va dal 1946 al 1992, anno di messa al bando dei minerali di amianto, sono state utilizzate e lavorate 3.748.550 tonnellate di asbesto o amianto. La possibilità che nel nostro edificio abitativo, se la sua costruzione o i suoi rimaneggiamenti ricadono in questo lasso di tempo, ci sia ancora dell’amianto è piuttosto alta.

Secondo la normativa (D.M. 06/09/1994) i proprietari degli edifici in cui è presente asbesto friabile hanno l’obbligo di comunicarlo alle autorità sanitarie (ASL). La sua violazione, ovvero nel caso di omessa comunicazione, è suscettibile di sanzione amministrativa (pecuniaria, oltre i 2.000 euro). Qui trovate le linee guida del governo sugli adempimenti dei proprietari e dei responsabili in caso di presenza di amianto.

Ma come individuarlo?

Le persone addette alla gestione ed alla supervisione di edifici sono tenute ad appurare se vi sia la presenza di amianto nei
locali di cui sono responsabili. Come? Facendo riferimento al progetto dell’edificio compresa la documentazione relativa a precedenti interventi compiuti sull’immobile. Le ispezioni in loco vanno effettuale senza prelevare campioni. Il prelevamento di campioni deve essere effettuato solo da personale appositamente formato

In presenza di materiale di dubbia provenienza, è bene supporre si tratti di amianto.

In seguito al sopralluogo tecnico da parte degli organi competenti verrà emessa una valutazione del rischio.

Nei casi in cui la presenza di asbesto nell’edificio rappresenti un rischio per la salute, ovvero in tutti quei casi in cui vi sia la possibilità di danneggiamenti, anche lievi, alla superficie in amianto, e la possibilità di rilascio delle fibre killer la bonifica non è d’obbligo ma è l’unico modo per scongiurare danni gravissimi alla salute.

Come bonificare l’amianto in casa?

A seconda dello stato dell’amianto e delle dimensioni dei siti contaminati da amianto ci si può avvalere di diverse tipologie di bonifica.

  • Bonifica

La bonifica classica, o rimozione amianto, è quella che permette di liberarsi definitivamente del rischio di esposizione conferendo in discarica l’asbesto presente nell’edificio.

La tecnica di bonifica dell’incapsulamento, di cui al D.M. 20/08/1999, in relazione al D.M. 06.09.1994, consiste nell’utilizzo di un liquido aggrappante che andrà a ricoprire le superfici di materiali contenenti minerali di asbesto impedendo così il rilascio di fibre. Questo metodo riduce a zero il rischio di esposizione, ma è uno strumento provvisorio perché il liquido con il passare del tempo perde la sua capacità aggrappante e le fibre tornano a disperdersi negli ambienti. L’incapsulamento è la forma più economica di bonifica dei materiali di asbesto.

  • Bonifica per confinamento

Il confinamento consiste nell’installare una barriera di tenuta che separi i materiali di asbesto in modo più efficace e sicuro, sebbene più costoso rispetto all’incapsulamento. In questo caso il rischio di esposizione potrebbe ripresentarsi con il verificarsi di eventi traumatici come un terremoto.

Riconoscere amianto: a chi rivolgersi?

Per le operazioni di bonifica amianto è necessario rivolgersi a una ditta autorizzata allo smaltimento amianto, ovvero avvalersi di professionisti regolarmente iscritti all’Albo Gestori Ambientali nella Categoria 10A o 10 B secondo quanto regolamentato dall’articolo 212 del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152.

Le ditte autorizzate predisporranno un apposito Piano di Lavoro (ai sensi dei cc. 2 e 5) che preveda le misure necessarie per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori sul luogo di lavoro e la protezione dell’ambiente esterno.

La bonifica amianto nell’edilizia abitativa è una spesa che spetta ai privati da svolgere nelle modalità più indicate a seconda dello stato dell’asbesto (se compatto o friabile, danneggiato o meno). Qui trovate le info per accedere all’ecobonus 110% per la rimozione dell’amianto dai tetti a costo 0.

Qui trovate tutte le informazioni per una consulenza amianto gratuita e per la consulenza legale e la consulenza legale gratuita rischio amianto negli immobili.

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